Pezzetti d’Infanzia

Tre amiche intrecciano ricordi. Una casa piccola piccola dove non mancava proprio niente; una casa dove tutto era grande grande e una casa valigia piena di sogni e di mare.
Un gioco poetico, comico, onirico di rimando e di riconoscimento, di esperienze e vissuto fra attrici e spettatori.

con Miriam Bardini, Pier Elisa Campus, Bianca Papafava
regia Miriam Bardini

Io in Blues

Io in Blues è la nuova avventura live di Irene Grandi, un concerto, un viaggio, fatto di brani che attraversano un arco temporale che va dagli anni ’60 fino ai ’90. Canzoni che sono blues nell’anima e nell’ispirazione: Etta James, Otis Redding, Willie Dixon, Tracy Chapman, Sade, ma anche Pino Daniele, Lucio Battisti, Mina, e alcuni brani di Irene, riarrangiati in chiave rock-blues. Io in Blues è l’atto d’amore di una delle più importanti cantanti italiane ad alcuni dei più carismatici artisti internazionali e italiani che hanno reso, direttamente o indirettamente, immortale un genere che è alla base tutta la musica moderna che conosciamo: lo troviamo nel soul e nel rap, nel jazz e nel rock, nel funk, ovunque. Il Blues è una madre che tutti accoglie e tutti ama, indistintamente. Nel repertorio dal vivo anche E Poi, omaggio di Irene alla grande Mina: una rilettura del famoso brano del 1973 con un sound ammaliante. Della formazione live fanno parte anche Max Frignani (Chitarra), Piero Spitilli (Basso), Fabrizio Morganti (Batteria), Pippo Guarnera (Hammond).

con Irene Grandi
Max Frignani (chitarra)
Piero Spitilli (basso)
Fabrizio Morganti (batteria)
Special guest Pippo Guarnera (hammond)
produzione Mauro Diazzi srl

La vita davanti a sè

Pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977, al centro di un discusso Premio Goncourt, La vita davanti a sé di Romain Gary è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Un romanzo commovente e ancora attualissimo, che racconta di vite sgangherate che vanno alla rovescia, ma anche di un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia. Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine del libro con la leggerezza e l’ironia di Momò diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. Il genio di Gary ha anticipato senza facili ideologie il tema dei temi contemporaneo: la convivenza tra culture, religioni e stili di vita diversi. Le ultime parole del romanzo dovrebbero essere una bussola in questi anni aridi di compassione: «Bisogna voler bene».

con Silvio Orlando
dal testo “La vie devant a soi” di Romain Gary
(Emile Ajar)
con Ensamble dell’Orchestra Terra Madre
riduzione e regia Silvio Orlando
direzione musicale Simone Campa
produzione Cardellino srl

Oylem Golem

Moni Ovadia e i suoi musicisti danno vita a una rappresentazione basata sul ritmo, sull’autoironia, sull’alternanza continua di toni e di registri linguistici, dal canto alla musica; una grande carrellata di umorismo e chiacchiere, battute fulminanti e citazioni dotte, scherzi e una musica che fa incontrare il canto liturgico con le sonorità zingare. Uno spettacolo che “sa di steppa e retrobotteghe, di strade e sinagoghe”. Tutto questo è ciò che Moni Ovadia chiama il “suono dell’esilio, la musica della dispersione”: in una parola della diaspora. La Moni Ovadia Stage Orchestra si rifà alla tradizione della musica klezmer nell’incrocio di stili, nell’alternanza continua dei toni e degli umori che la pervadono, dal canto dolente e monocorde che fa rivivere il clima di preghiera della sinagoga all’esplosiva festosità di canzoni e ballate. “Oylem Goylem” è un esempio di come in uno spettacolo si possono fondere umorismo e tradizione, intelligenza colta e gusto popolare, in una formula linguisticamente internazionale. Oylem Goylem ha avuto anche il merito di rivelare agli italiani Moni Ovadia, un artista originale, unico nel suo genere, non solo in Italia, ma anche in tutto il panorama europeo.

di e con Moni Ovadia
e con Moni Ovadia Stage Orchestra
Maurizio Dehò (violino),
Luca Garlaschelli (contrabbasso)
Albert Mihai (fisarmonica)
Paolo Rocca (clarinetto)
Marian Serban (cymbalom)
produzione Corvino Produzioni
CTB Centro Teatrale Bresciano

Sul bel Danubio Blu

Le musiche di Strauss, Lehár, Kálmán, Abraham sono i cardini dello spettacolo Sul bel Danubio blu, con la Compagnia Corrado Abbati: non si tratta di una serie di arie come in un concerto, ma di una vera e propria drammaturgia in forma scenica dove la coppia lirica, quella comica, gli assieme e le coreografie si integrano in vere e proprie e scene tratte da “Il pipistrello”, “La vedova allegra”, “La principessa della czarda”, “Ballo al Savoy”, solo per citarne alcune. Ne nasce quindi una “rivista” dove il ritmo della narrazione e l’armonia degli spunti melodici fondono, in una sequenza di allegri e spensierati episodi, gli stilemi delle espressioni teatrali tipiche dell’epoca: dalla commedia all’operetta, dalla musica da ballo all’opera. Uno spettacolo pieno di leggerezza e seduzione che ha debuttato in prima nazionale al Teatro Ponchielli di Cremona ed è stato programmato in diversi importanti teatri lirici quali il Regio di Parma, l’Alighieri di Ravenna, il Fraschini di Pavia e il Chiabrera di Savona.

Compagnia Corrado Abbati
musiche di Johann Strauss
adattamento e regia Corrado Abbati
produzione InScena Spettacoli

Little Boy – Storia incredibile e vera della bomba atomica

“Little boy”, alla lettera “ragazzino”: questo è il nome in codice della bomba atomica sganciata su Hiroshima il 6 agosto del 1945. Con un sarcasmo atroce, si è dato un nomignolo affettuoso all’ordigno che provocherà la più grande strage di tutti i tempi: 160 000 vittime. Questa storia è tutta così, dall’inizio alla fine: cioè dai primi risultati della fisica quantistica all’esplosione. Così: ossia piena di estremi che si toccano: piena di ironia e di orrore, di calcoli perfetti e di casualità assurde, genio e idiozia, domande che hanno troppe risposte o che non ne hanno nessuna. Ed è piena anche di “little boys”, di “ragazzini”: Niels Bohr che, ancora studente, sbalordisce il suo insegnante di fisica con una risposta apparentemente sconclusionata; Werner Heisenberg che a soli 21 anni sarà già collaboratore di Bohr e che vincerà il premio Nobel a 31; Enrico Fermi che a 14 anni darà già segno di una intelligenza quasi inquietante divorando un libro apparentemente illeggibile: un testo di fisica del 1800, scritto in latino e lungo 900 pagine.

Scritto da Roberto Mercadini
con Roberto Mercadini e Dario Giovannini
produzione SILLABA

La Signorina Giulia

La Signorina Giulia di August Strindberg, spigoloso e violento, è considerato il capostipite del movimento europeo detto “naturalismo”. Tre orfani vivono uno spazio dove è impossibile non curvarsi al tempo, dove la vita è più faticosa del lavoro, in una casa ostile da dove tutti noi vorremmo fuggire. Nell’arco di una notte capiamo come gestire questa attesa, prima della fine, cercando di ballare, cantare e perdersi nell’oblio per non sentire il rumore del silenzio; se nella macabra attesa del Finale di Partita o nell’aspettare Godot sono i morti e i vagabondi a dover gestire il nulla, in Strindberg sono i figli a dover subire l’impossibilità del futuro. Nello spavento del domani l’unica stupida soluzione è quella del gioco al massacro, il cannibalismo intellettuale. La signorina Giulia parla di una generazione incapace di diventare protagonista della propria storia, di tre personaggi che non sanno uscire dai ruoli prefissati dalla società.

di August Strindberg
adattamento e regia Leonardo Lidi
con Giuliana Vigogna, Christian La Rosa, Ilaria Falini
produzione Teatro Stabile dell’Umbria in collaborazione
con Spoleto Festival Dei Due Mondi

La Tortellata di San Giovanni

Anche per il 2023 torna l’evento che segna l’inizio dell’estate.

La grande Tortellata sotto il portico di Caffè Teatro.

Saggio Finale

Saggio finale del Corso Intensivo di Teatro

(evento in via di definizione)

Musica e Parole d’Acqua

(evento in via di definizione)