Presentazione stagione teatrale 17-18

Il Teatro Comunale di Gonzaga rialza il sipario per la nuova Stagione Teatrale 2017-2018.

Histoire du soldat. Percorso a ritroso tra le due guerre

Evento fuori cartellone dell’Orchestra da camera di Mantova.

Storia, arte, recitazione e grande musica s’intrecciano nella seconda proposta d’ascolto della Stagione, che vede protagonisti Peppe Servillo, voce degli Avion Travel, e Pathos Ensemble.
In scena un viaggio introspettivo tra le debolezze dell’uomo, che trova nell’Histoire du Soldat il suo punto focale: voce e musica sole in scena rendono magistralmente l’immagine dell’epoca, i sentimenti e gli stati d’animo.
Norman Lewis dipinge il quadro desolato del periodo che precede lo sbarco degli alleati a Paestum, da questo racconto autobiografico prende spunto un lavoro che unisce la musica di Max Bruch e Igor Stravinskij e che trasforma il soldato in licenza in uno spavaldo ma sventurato giovane partenopeo, che si imbatte nella tentazione di superare la sua misera condizione in cambio della cessione del suo violino a un misterioso viandante.

Abbiamo un piano per cena

Con Emiliano Paterlini, piano e voce
Dalle 20.30 in aperitivo, con cenetta o dopo cena

il teatro cambia d’abito e attraverso le sue scenografie si trasforma in un bistrot senza tempo dove luci basse e un pianoforte proiettano gli ospiti al Blue Note di New York (boom!).

 

Brunch musicale

Nelle Domeniche invernali, anche in pigiama, fare un salto al caffè teatro per un pranzo senza etichetta, con mille portate (classiche e non) e un sottofondo musicale (classico e non), beh, può essere un’alternativa interessante.

GIGÌ – Innamorarsi a Parigi

allestimento InScena art design
coreografie Cristina Calisi
direzione musicale Maria Galantino
adattamento e regia Corrado Abbati

Musical di Alan Jay Lerner su musiche di Frederick Loewe
nuova produzione in esclusiva nazionale su licenza
TAMS WITMARK – New York

Dagli stessi autori di My Fair Lady, premiato con 9 premi Oscar, ripreso trionfalmente a Broadway, arriva ora nei teatri italiani: Gigì (innamorarsi a Parigi), il musical di Lerner e Loewe, tratto dal famoso racconto di Colette.

Gigì è una ragazza parigina allegra e spensierata ma destinata a diventare una cortigiana. Gaston è invece un annoiato e giovane viveur che conduce una vita gaudente fra locali alla moda e belle donne, che però non lo divertono quanto la spontanea e ingenua Gigì. La nonna e la zia della fanciulla riescono alla fine a trasformarla in una ragazza raffinata, ma Gaston rimpiange l’antica Gigì. Finirà quindi tutto? No, perché vivere con la nuova Gigì significherà per Gaston vivere comunque con la sua Gigì. Il lieto fine è assicurato.

A sessant’anni dalla nascita di questo musical (1958) ho pensato di riportarlo in Italia (a Broadway il suo revival è un grande successo!) e per la prima volta nella sua versione originale valorizzando (finalmente!) lo spartito di Gigì: una partitura raffinata, gradevole, allegra e orecchiabile e mai banale: Loewe con poche pennellate musicali ci riporta con straordinaria arguzia alle atmosfere parigine di primo 900. Altro punto di forza di questo Musical è il lusso dell’ambientazione e lo sfarzo dei costumi che sicuramente non mancherà in questa edizione in una rielaborazione immaginifica e con quel tocco di classe che sottolinea da tempo le nostre produzioni.
Ma il lavoro non si è fermato ad una elegante messa in scena, bensì a valorizzare quelli che sono i veri punti di forza di questo Musical: la già citata musica, lo sviluppo e l’evoluzione dei personaggi e le tante spettacolari scene di massa. Questa Gigì vorrei dunque che fosse, anche per voi, come bere una coppa di champagne, come respirare l’aria effervescente, spensierata, piena d’allegria in una Parigi da innamorati.

Corrado Abbati

Da questa parte del mare

da Gianmaria Testa
con Giuseppe Cederna
regia Giorgio Gallione
luci Andrea Violato
produzione Produzioni Fuorivia
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
in collaborazione con Teatro dell’Archivolto

“Da Questa Parte del Mare” è il libro della vita di Gianmaria Testa, è arrivato in libreria, purtroppo postumo, il 19 aprile, per Giulio Einaudi Editori con prefazione di Erri De Luca.

È il racconto dei pensieri, delle storie, delle situazioni che hanno contribuito a dar vita ad ognuna delle canzoni dell’album omonimo, ed è un po’, anche, inevitabilmente, il racconto di Gianmaria stesso e delle sue radici. È il racconto dei grandi movimenti di popolo di questi anni, ma è anche il racconto delle radici e della loro importanza. Radici che non sono catene, ma sguardi lunghi. È il libro con cui Gianmaria si è congedato in pace, dopo una vita onesta e dritta. È un patrimonio di riflessioni umanissime, senza presunzioni di assolutezza. Un distillato di parole preziose che riesce a restituirci ancora e per sempre la voce di Gianmaria. È uno sguardo lucido, durato più di 20 anni, sull’oggi. Una lingua poetica, affilata, tagliente, insieme burbera ed emozionata. Bellissima.

Adesso questo libro diventa uno spettacolo teatrale vero e proprio e a portarlo in scena sarà Giuseppe Cederna, che più volte ha condiviso il palcoscenico con Gianmaria e che con lui condivide ancora, soprattutto, una commossa visione del mondo. Giorgio Gallione, altro amico di Gianmaria, curerà la regia, provando a tradurre in linguaggio, immagini e forma teatrali, parole pensate per la pagina scritta, ma dense di sonorità e musica.

“Da questa parte del mare” è un viaggio struggente, per storie e canzoni, sulle migrazioni umane, ma anche sulle radici e sul senso dell’umano. Un piccolo e intensissimo libro più potente di mille chiacchiere.
Babasunde, che ha perso il suo nome. Rrock Jakaj, violinista di Scutari. E poi quella ragazza intirizzita che cammina verso la stazione. E Tinochika, che si è aggrappato con tutto sé stesso allo sguardo di una donna.
Gianmaria Testa è ritornato – questa volta nelle vesti non di cantautore ma di scrittore – sul tema delle migrazioni contemporanee. E lo ha fatto senza retorica e con il solo sguardo sensato: raccontando storie di uomini e donne.

“Ciao socio, compare, fratello che non mi è capitato in famiglia e che ho cercato intorno, grazie di accomunarmi al libro della tua vita, che non è un’autobiografia ma una multibiografia di persone e di luoghi, dove sei anche tu…”
Erri De Luca

Jazzy Christmas

Straordinario Evento Artistico di Solidarietà Comunitaria 

Paolo Fresu: tromba, flicorno e multieffetti
Daniele di Bonaventura: bandoneon
Tino Tracanna: sax tenore e soprano
Roberto Cipelli: pianoforte
Attilio Zanchi: contrabbasso
Ettore Fioravanti: batteria

Quando nel dicembre del 2012 la Banca di Sassari mi ha chiesto un concerto da tenere nel periodo natalizio ho pensato immediatamente a un programma speciale. L’idea originaria era infatti quella di integrare il nostro repertorio abituale con alcuni brani relativi al Natale ma l’idea di rea- lizzarlo per intero su questo tema ha preso immediatamente il sopravvento. Da qualche anno, infatti, il nostro Quintetto (che agli inizi del 2016 compirà trentadue anni) ama suonare qualche brano natalizio in coincidenza del periodo dell’Avvento. Con l’aiuto di Roberto Cipelli abbiamo immediatamente scelto al- cune composizioni, alle quali se ne sono aggiunte altre in duo con Daniele di Bonaventura. Queste ultime fanno quasi totalmente parte del conosciuto repertorio delle Cantones De Nadale che il parroco e letterato berchiddese Pietro Casu ha scritto assieme al Canonico Agostino Sanna di Ozieri nel Dicembre del 1927, e che oggi vengono eseguite in tutta la Sardegna. Ho ancora nelle orecchie le melodie celestiali di Notte De Chelu e In Sa Notte Profundha cantate dal coro di Berchidda e da tutti i fedeli la notte di Missa ‘e Puddhos. Fuori spesso nevicava, e nelle case i camini erano accesi in attesa del pranzo di Natale e dei regali. Gli agnellini con il fiocco rosso, donati dai pastori ai bambini, belavano nelle case e attendevano il ritorno dei fedeli dopo quella messa che noi chierichetti avevamo l’onore di servire in quella notte speciale. Le voci di Frank Sinatra, Mel Tormé e Bing Crosby arrivarono dopo, con la televisione, e hanno incarnato nell’immaginario comune il sogno americano, i cartoons di Walt Disney e i grandi alberi addobbati e circondati di pacchi luccicanti ma spesso anche da regali poveri ma dal sapore intenso come quelli offerti dalla terra. Due mondi diversi e lontani accomunati da sempre da belle canzoni. Popolari quelle di Pietro Casu ma altrettanto popolari quelle di White Christmas, Have Yourself A Merry Little Christmas o The Christmas Song. Ma esistono anche una terza e una quarta via all’infinito re- pertorio natalizio. Si tratta di quelle songs che raccontano di renne che partono dalle lande del Nord per portare i regali ai bimbi buoni, e di gioie vissute con coloro a cui vogliamo bene. Quelle che la stella cometa porta con sé in tutto il mondo e che qui sono raccontate in Till Bethlehem e Joy To The World. Il Natale di ognuno di noi è differente, ma è invece uguale il senso della felicità e di condivisione che appartiene ai popoli di tutti i continenti. JAZZY CHRISTMAS è il nostro modo di mettere insieme, in musica, sensazioni e ricordi indimenticabili. Come è avvenuto in quella magica sera a Sassari, e come spero avvenga con l’ascolto del cd che testimonia quel particolare momento.

Paolo Fresu

Cinema e bollicine

Per finire l’anno in grande stile al Caffè Teatro, proiezione cinematografica e brindisi con panettone dopo la proiezione.
Un modo diverso di salutare l’anno che finisce ed inaugurare quello che verrà, sotto i migliori auspici.

Radetsky e surbir

Il tradizionale concerto di capodanno a teatro, allietato da una confortevole scodellina calda di surbir… come mancare?

Strambe storie da Saki a Dahl

di e con Monica Morini, Bernardino Bonzani
disegni dal vivo Michele Ferri

Una rete di storie strampalate e imprevedibili tra i racconti e i personaggi irriverenti di due autori coraggiosi, Saki e Roald Dahl, capaci di disobbedienze e finali inaspettati.
Una videocamera galleggia nel buio e restituisce dal vivo i saperi misteriosi di un artista tenendoci con il fiato sospeso e strappando sorrisi e stupore. Mentre i colori si dilatano i protagonisti delle storie prendono vita sullo schermo.
Un intreccio di storie da non perdere.